Una Testimonianza (1955-1980)

 

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Prefazione di Franco Solmi

Testi: nota dell’autore e di Bino Rebellato

Casa editrice: Rebellato Editore

Anno: 1981

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TESTIMONIANZA DI UN UOMO

Inizia qui il mio viaggio, un percorso a tappe attraverso una terra pietrosa, la mia “waste land” popolata di creature enigmatiche, la terra della mia memoria dove il silenzio è la giusta melodia per un rito che si deve compiere: in questi luoghi trasfigurati nel mio immaginario poetico ho imparato a riconoscermi, impresse su questa terra ho scoperto le orme del mio essere uomo nel tempo, ho recuperato un istante di eternità nel fluire delle stagioni. E’ questo il mio paese, il paese dell’anima.
Eccomi qui, solo, uomo prima che artista, fragile foglia lasciata cadere dall’albero del divenire in un luogo e in un tempo in cui non mi riconosco. Devo ritrovare la nuda parola che solo l’arte senza incrostazioni può pronunciare. Un oracolo, ecco cosa serve! La mia anima di artista-viaggiatore deve staccarsi dal proprio mondo chiuso e sicuro per sondare il nuovo, per tuffarsi nel mare della scoperta senza limiti, per ritornare infine a se stessa, come alla terra della propria infanzia fa ritorno il naufrago stanco e silenzioso.
Mario De Poli

 

L’allontanamento. La parola non ha più significato, si è incrostata, è una scheggia che ferisce. Tornare significa cercare nuova linfa nella terra pietrosa del proprio passato. Ecco la via.Chi intraprende un viaggio di ricerca ha bisogno di occhi nuovi. Ho lasciato i miei vecchi panni d’artista e ho indossato lo sguardo del viaggiatore che vede per la prima volta le pietre di una storia mai raccontata. Ciò che è nuovo è tale per il soggetto che conosce in quel luogo e in quel tempo; nuovo è ciò che vogliamo vedere, ciò che vogliamo sentire.

Mario De Poli

 

Il viaggio in questa terra pietrosa, dove l’uomo-artista ascolta la voce del tempo, una voce segnata, corrosa, violentata, illuminata, dimenticata, ritrovata e nuovamente perduta nell’eterna risacca del divenire, è il viaggio-ricerca per riportare alla luce un racconto antico che è storia, un racconto mitico che è parola, un racconto naturale che è musica.
“…Gli sviluppi della ricerca del pittore di San Martino di Lupari si possono solo ipotizzare, ma io credo che l’artista sia avviato a recuperare sempre più il senso magico delle cose che, non potendo essere colto nel presente, va ricercato nei meandri della memoria, negli oscuri tramandi di civiltà più immaginate che vissute e, infine, nei simboli di una tradizione lontana, quella mediterranea”

Franco Solmi, Prefazione a M. DE POLI, Una testimonianza, Rebellato Editore, 1981

 

L’incontro con la luce del Sud La pietra illuminataLa luce. E’ la luce del sud, una luce abbacinante, a segnare la mia storia di artista nella iniziale ricerca di senso. La luce scava e leviga, segna senza violare. Quella stessa luce che definisce e scolpisce mi permette di guardare con occhi nuovi le terre della mia esperienza umana e culturale. Mi aggiro tra muri destinati a scomparire, su uno di questi appaiono dei fiori, il tentativo della natura di contrapporsi al progresso che distrugge. Il colore del Sud è la nota metafisica che mi accompagna in questa faticosa ricerca di senso, in questa penetrazione delle cose alla ricerca di un riscatto per l’uomo moderno, per la sua precarietà. L’approdo è sempre provvisorio. Ancora lontana l’armonia. Il caos, il disordine tutto travolge, tutto corrode.

Mario De Poli

 

La pietra è segnata, per sempre scalfita, violata. De Poli ha gli occhi lucidi di chi ormai ha compreso.
“Nelle sue opere il segno della frattura resta, e credo resterà, come un’orma distintiva a testimoniare che il dramma e la dolcezza si possono ritrovare in ogni cosa e in ogni tempo, ma si possono vivere, in pittura, soltanto come nostalgia di ciò che è stato e non può più essere, se non nelle forme, appunto nostalgiche e dolenti, di una poesia ormai impossibile”

Franco Solmi, Prefazione a M. DE POLI, Una testimonianza, Rebellato Editore, 1981